Blog di Vito SULLA

ASP & ASP.NET 2.0 Developer

May 2007 - Posts

[OT] Riflessioni... "Il gracchio e il pavone"

Molto spesso trovo utilissimo meditare sull'importanza di una caratteristica dell'animo umano che va via via estinguendosi: la modestia.

E' così che, tra un pensiero e l'altro, son tornato con la memoria ai "passati" tempi del Liceo quando, durante l'ora di latino, mi imbattevo in pregiate perle di saggezza antica.
Quanto sia vera la storia e la morale racchiusa in quest'aneddoto giudicatelo voi stessi.

Un gracchio, gonfio di vanagloria, raccolse le penne che erano cadute a un pavone e se ne adornò tutto. Poi, disprezzando la sua razza, si unì a una bella schiera di pavoni. Ma questi strapparono le penne all'uccello impudente e lo cacciarono via a beccate. Il gracchio, malconcio, ritornò tutto afflitto tra i suoi simili, ma fu da loro espulso con grande biasimo. Uno di quelli che lui prima aveva disprezzato, disse allora: "Se ti fossi accontentato di stare con noi e avessi voluto accettare quello che ti aveva dato la natura, non avresti subito quell'oltraggio e ora non patiresti la sventura di questa espulsione".

Quante volte, inebriati da qualche meritato successo oppure da vere o presunte doti personali, perdiamo di vista il fatto che il nostro merito è tale perchè molto spesso frutto di esperienze precedentemente fatte da altri e da noi semplicemente rielaborate; altre volte è semplicemente il frutto di collaborazioni e sinergie che ci torna comodo celare; altre volte ancora solo perchè ci siamo trovati nella posizione giusta al momento giusto. Insomma, sempre più spesso, dietro i nostri successi c'è qualcuno o qualcosa cui mostrarsi riconoscenti.

Ed è qui che entra in gioco la modestia. La capacità, pur non negando i propri meriti, di riconoscere i propri limiti e di resistere alla tentazione di farsi belli a spese altrui accontentandosi, piuttosto, di vivere nei propri panni.

Diversamente c'è rischio di rimaner a bocca asciutta e, esauriti gli slanci e gli entusiasmi effimeri, resti ben poco della nostra presunta gloria e, nostra unica e magra consolazione, ci resterebbe il rimpianto dei vecchi tempi, come illustrato da quest'ultimo aneddoto a chiosa delle mie riflessioni:

Una vecchia vide coricata per terra un'anfora vuota che, per via del fondo di vino Falerno ancora restante nella sua nobile terracotta, diffondeva intorno un delizioso profumo. Dopo averlo aspirato avidamente con tutta la forza delle narici, esclamò: "O spirito soave! Chissà come eri buono prima, se tali sono i tuoi resti!".

Bei tempi, il liceo Smile

Technorati tags: , ,